E ci si interroga su come passare questi concetti ai bambini. Perché non far salire in cattedra le Demon Hunter?
Se avete figli o nipoti avrete sicuramente sentito parlare della febbre delle K-Pop Demon Hunter. È un cartone animato coreano esploso su Netflix che ha stregato i bambini (e non solo) di mezzo mondo. Ma sotto la superficie di luci al neon, musiche super orecchiabili e battaglie epiche, questa serie nasconde degli insegnamenti pazzeschi su come gestiamo gli errori, la fiducia e la sicurezza nei nostri team, che siano in ufficio, in fabbrica o a scuola.
Ma di cosa parla questo cartone animato Sony che sta sfidando la Disney?
Rumi è una star della K-Pop, assieme alle sue amiche e compagne di palco Zoey e Mira combattono demoni che si nutrono delle emozioni negative delle persone. L'unico modo per sconfiggerli? Trasformare quelle emozioni negative in energia positiva attraverso il potere della musica K-Pop, ovviamente! Cantano, ballano e diffondono gioia: la loro musica e la loro danza creano e mantengono una barriera magica chiamata Honmoon, che impedisce ai demoni di invadere il mondo umano. La missione al giorno d’oggi è rafforzare l'Honmoon fino a trasformarlo nel Golden Honmoon, una sigillatura definitiva contro il male.
La K-Pop non è più solo musica; è letteralmente un'arma per salvare il mondo.
E già qui capiamo che per contrastare gli eventi negativi (infortuni, incidenti, near-miss, etc) non dobbiamo guardare solo ciò che va male (i demoni) ma soprattutto concentrarci su quello che va bene (la musica) che, per fortuna e numeri alla mano, pesa molto di più delle situazioni che ci portano a degli esiti infelici.
La girl band K-Pop Huntr/x (composta da Rumi, Mira e Zoey) svolge proprio questa missione. Di giorno dominano i palchi internazionali, di notte combattono i demoni, mantenendo vivo il potere dell'Honmoon con le loro performance. In particolare Rumi, la voce solista, è ossessionata dall’idea che generare il Golden Honmoon cancellerebbe i suoi “segni demoniaci”, un retaggio oscuro che suo malgrado porta dentro di sé data la sua discendenza da padre demone e madre cacciatrice.
Ma in un momento cruciale per la band Rumi inizia ad avere dei problemi con la voce che mettono in crisi le future esibizioni e la missione.
Nel momento di debolezza di Rumi, il capo dei demoni crea i Saja Boys, una boy band demoniaca capitanata da Jinu, un musicista antico con lo scopo di sottrarre fan alle Huntr/x, indebolendo così l'Honmoon e prendere il controllo del mondo umano.
Il piano funziona ed i Saja Boys iniziano ad avere un discreto successo.
Rumi nasconde il fatto di essere mezzo demone, un’eredità che, nella sua idea, potrebbe eliminare una parte di sé mettendo in crisi i rapporti con le sue amiche. Questo peso la porta a nascondersi e a dubitare del suo ruolo nell’universo musicale e magico.
E qui troviamo un altro insegnamento: Perché lo fa? Perché non racconta la verità alle sue amiche?
Semplicemente perché teme che, se gli altri lo scoprissero, la vedrebbero diversamente, mettendo in pericolo lei e la loro missione. La sua scelta, se vista dall'esterno, è irrazionale ed egoista. Perché nascondere delle informazioni importanti all’interno del proprio gruppo di lavoro? Ma dalla sua prospettiva, con le pressioni che vive in prima persona, è perfettamente razionale.
È esattamente quello che chiamiamo "Razionalità Locale". Le persone agiscono sempre in base a ciò che è razionale per loro in quel preciso momento, con le informazioni, le pressioni, gli strumenti e gli obiettivi che hanno. Rumi vuole proteggere le sue amiche e raggiungere il suo obiettivo. Nascondere l’origine di demone, nella sua testa, è la scelta più logica per ottenere tutto questo.
Vicina alla sconfitta Rumi canta proprio:
“Ho cercato di sistemarle, ho cercato di combatterle
La mia testa era confusa, il mio cuore diviso
Le mie bugie si sono scontrate”
Sembra che i Saja Boys stiano prendendo il controllo ma, durante il conflitto conclusivo, con una performance potente sulla canzone “What It Sounds Like” Rumi prende una decisione radicale: distruggere l’idea stessa della barriera Honmoon, per superare il concetto di nemici e amici, demoni e umani.
Le Huntr/x sconfiggono i Saja Boys, ristabiliscono la pace, e Rumi abbraccia finalmente la sua identità senza nascondersi.
Ma, al di là della storia e del lieto fine, le parole di Rumi cantando “What It Sounds Like” descrivono proprio la necessità di andare oltre l’errore. La scelta di non parlare delle sue origini con le amiche ha creato dei problemi e non si può tornare indietro, ma questa situazione permette loro di vedere le cose in modo diverso:
“Mi sono spezzato in mille pezzi e non posso tornare indietro
Ma ora vedo tutta la bellezza nei vetri rotti
Le cicatrici sono parte di me, oscurità e armonia
La mia voce senza bugie, ecco come suona”
E così incolpare qualcuno non aiuta a risolvere il problema ed a capire cosa sia successo veramente, come la razionalità locale abbia portato a prendere una strada piuttosto che un’altra. È vero con il senno di poi tutto sembra semplice ed è evidente quale sarebbe stata la decisione migliore da prendere. Ma chi si trova a decidere qui ed ora non ha il lusso di sapere come andranno a finire le cose. Nessuno sano di mente eseguirebbe un’azione avendo la certezza di lasciarci la pelle.
Questo non significa che tutti debbano farla franca. Dobbiamo però capire che chi teme ripercussioni nel dire la verità, che spesso risulta scomoda, sarà portato a nascondere i problemi e a togliere opportunità di miglioramento nelle organizzazioni in cui è costretto a gestire compromessi quotidiani.
La creazione di un clima di fiducia tra le Huntr/x è affidato a loro stesse ed al manager del gruppo, ma nelle nostre organizzazioni ci deve essere una volontà dall’alto nel creare un clima che favorisca tutti a segnalare cosa non va. Lo so, è scritto tra gli obblighi di lavoratori e preposti, ma non è sufficiente scriverlo nel testo di legge per creare un vero clima di “sicurezza psicologica” in cui tutti si sentano protetti e sicuri di poter portare a galla i problemi.
Probabilmente anche Mira e Zoey in fondo avrebbero apprezzato la confessione di Rumi sulla sua vera natura. Ma se fosse stato così non avremmo imparato questa lezione. E non avremmo quelle dannate canzoni in testa per tutto il giorno.